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ANTRODOCO (Rieti)
Percorrendo l'antica Via Salaria da Roma verso le Marche, incontriamo Antrodoco, cittadina adagiata su una collina a 516 mt s.l.m. nella valle del fiume Velino e ai piedi del Monte Giano, del Terminillo e del Monte Nuria. Antrodoco è una delle città più antiche della Sabina: il suo nome deriva da diverse modificazioni avvenute nel corso dei secoli ed è stato collegato da alcuni alla sua posizione geografica "tra i monti", mentre altri lo attribuiscono al fatto di "introdurre" i Sabini nelle terre dei Sanniti.
E' stato un paese che nel corso dei secoli ha subito svariate distruzioni e ricostruzioni. Già con il Medioevo fu oggetto di ruberie e incendi da parte degli Aquilani e di paesi vicini. Nel 1703 fu raso al suolo da un violento terremoto e nel 1496 seppe fronteggiare e difendersi dalle falangi francesi capitanate da Carlo VIII. Le famose "Gole di Antrodoco" furono uno scenario sanguinoso del Risorgimento italiano (1821). In passato appartenuta alla regione Abruzzo, Antrodoco è annoverata dal 1927, per mezzo di Regio Decreto, nella provincia di Rieti. Il paese vide combattere il Generale Guglielmo Pepe, patriota italiano protagonista del nostro Risorgimento.
Geograficamente Antrodoco è quello che ci piace definire una "bomboniera" della nostra bella Italia. Passandole accanto dalla Via Salaria la si scorge a ridosso della collina e ai piedi di grandi montagne, che osserva attenta il passaggio di viandanti curiosi. L'aspetto è quello di un piccolo presepe naturale di cui il paesaggio invernale è più complice che mai. Tetti innevati, comignoli fumanti e gialli lampioni che disegnano giochi di ombre su vicoli e piazze del centro storico, mentre le anse del silenzioso Velino lo stringono in un insolito abbraccio. L'estate ci regala una vegetazione rigogliosa di castagneti, faggete e sottobosco di cui il circondario è ricco. Famosa è la castagna di Antrodoco alla quale il paese dedica una grande sagra alla maturazione del frutto.
Addentrandoci nel centro storico è possibile ammirare il recupero di vecchi edifici che ci lasciano con il fiato sospeso e archi e porte preludono ad una atmosfera d'altri tempi. Arrivando sulla piazza centrale ci appare lo storico palazzo della casa "Pallini" l'omonima azienda di liquori fondata da Nicola Pallini nei primi anni dell'800. Questo intraprendente giovanotto di origine marchigiana, mercante di stoffe e di castagne, sfruttando la posizione geografica di Antrodoco al confine tra Lazio e Abruzzo, già servito dalla rete ferroviaria che metteva in comunicazione diversi paesi dell'Italia centrale, ingrandì il suo commercio cominciando a vendere un liquore prodotto sulla base di vecchie ricette e con il passar degli anni, grazie anche al fortuito incontro con un nobile russo appassionato di chimica, produsse il famoso "Mistrà", un liquore a base di anice conosciuto soprattutto per l'uso di "correggere" il caffè... famosa la richiesta entrando in bar: "un caffè al mistrà". |
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Sta per sorgere un nuovo sole!
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