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Abbasso i regimi. Abbasso
le ingiustizie.
Abbiamo un’idea, abbiamo
una forza, abbiamo la nostra fantasia. Abbiamo Baol.
Grazie al cielo o chi per
esso.
Avanti mago.
La tua magia ci può ridare
la voglia, se non quello che ci è stato tolto, quello che non ci é stato
dato, quello che continuiamo ad aspettare quando fuori piove oppure c'è
bel tempo.
Avanti Baol.
Oggi ci siamo svegliati
stanchi delle strade troppo strette e diritte, ci siamo svegliati
annoiati dai frammenti di souvenir, vogliamo volare sulle ali di solidi,
effervescenti sogni di rock'nroll.
E poi ovviamente, blues.
Perché non sei tu che cerchi il blues ma é il blues che trova te.
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Romanzo pirotecnico e
multiforme, storia senza storia che però racchiude tutte le storie
possibili, questo romanzo fu la terza fatica dell'allora promettente,
esuberante, sfavillante Stefano Benni, bolognese del 1947, autore
assolutamente sui generis e sfolgorante fino all’inizio degli anni
novanta, che poi è sprofondato nella ripetitività e nella stanchezza,
avendo esordito con il fantascientifico esilarante “Terra” e avendo
regalato poi altre perle quali “Comici spaventati guerrieri” e “La
compagnia dei celestini”.
Scrittore profondamente,
sentitamente istrionico e ironicamente polemista, erede fantasioso di
alcune delle esuberanze degli indiani metropolitani annegati nella
sterilità politica o antipolitica, cesellatore della parola, dallo stile
postmoderno ricco di citazioni e rimandi, su architetture narrative
spesso davvero fragili ma che meritano ed ottengono letture in
profondità, mettono in moto desideri di sorriso, di ribellione, di
riflessione, di gioco non fine a se stesso ma mirato a capovolgere il
capovolgibile del mondo che ci avvolge e stringe.
La storia è semplice: il
vecchio-adolescente protagonista, erede e cultore della sapiente magia
baoliana, deve aiutare a ritrovare filmati censurati in un regime da
Grande fratello per scoprire la verità sui gerarchi al potere e sulla
fine di un noto attore caduto in disgrazia mentre il ricordo di una
Alice lo tormenta e lo sprona...
Non c’è la tradizionale
trama che si dipana, non cercate introspezione, non cercate ma sarete
cercati, il libro che non c'è, eppure é lì, come un abile gioco di
prestigio che ci ammalia e strega, ci svela la vera magia baol, l'arte
della parola, il messaggio che ci può far ricodificare mondi e sistemi
in cui non ci ritroviamo, non ci troviamo, non ci piacciono e basta, il
tutto in una folle notte di regime, solo un simbolo delle tante nottate
vissute da chi non cede alla materialità immonda e abulica del materiale
ma si sforza di immaginare un mondo migliore cementandolo con le parole
e confidando sulla fantasia, l’unico medicinale quando ogni speranza
appare perduta.
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Quanti violenze spirituali
o materiali abbiamo che ci opprimono Baol? quanta tristezza ancora
affolla le nostre azioni, i nostri giochi, i nostri amori Baol, quanti
nemici dobbiamo incontrare, affrontare, vincere oppure solo mestamente
subire?
Perché dobbiamo esser
sempre schiavi, perché dobbiamo sempre sentirci preda delle nostre
stesse paure?
Questa insostenibile
leggerezza dell'essere che ci avvolge, questo tran tran che ci
atterrisce, questo è un mondo che non ci piace Baol, perché ha troppe
regole ed alcune servono solo per regolare la sterilità del pensiero.
Ci può solo salvare una
magia, e tu sei un mago, per cui datti da fare, mettiti a lavoro,
salvaci.
E poi l’amore. L’amore è
motore e scintilla che accende la nostra volontà.
Perché lei ti aiuterà,
speriamo.
Lei che non ricordi,
eppure é in ogni tuo gesto, in ogni tua sensazione, in ogni istinto, lei
che ti suggerisce e ti guida, come una dea omerica affatto appassita
dalla ridondanza del misticismo e della fede.
La vita non é un film, ma
può essere un romanzo.
E si perché siamo ANCHE
parola, se non soprattutto, e io non sono che un aggettivo-sostantivo
-avverbio senza mai una virgola o in punto a capo, facciamo tutti parte
del discorso sul mondo, non ne potremo mai uscire, volenti e nolenti…e
allora eccoci, mago, novelli bimbi avidi ciucciamo al capezzolo della
magia.
Se vi piace
l'intelligenza, se vi piace l'ironia, se vi piace l'uso e l'abuso non
barocco della parola, se volete un romanzo che sia tutto tranne che un
romanzo ma potrebbe diventarlo, oplà... il gioco é fatto. Per una volta
i desideri si esaudiscono, per una volta ancora la letteratura fa la sua
più abile magia: far sognare.
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