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AI
NOSTRI MARTIRI
Allor
che sorgeva, ma pallida ancora,
Per
l'Itala terra dei forti l'aurora, Armati
soltanto d'un nobile ardire, Decisi
a non cedere, decisi a morire, I
figli d'Italia insorsero a schiere Ribelli
all'obbrobrio dell'armi straniere. Sognando
con fiero, gentile ardimento Il
suolo d'Italia felice e redento. E
furono martiri; e furono eroi! Fratelli,
quei martiri son morti per noi. A
mille essi caddero i nobili figli Nel
lento supplizio d'orribili esigli, Su
atroci patiboli, in carceri oscure, Straziati,
morenti, fra lunghe torture. Ed
essi non videro il sole dei forti Sorrider
sull'itale vincenti coorti; Non
videro in nuove comuni esultanze Fiorir
della patria le sante speranze! L'Italia
futura ad essi apparìa Soltanto
nel sogno che parve follìa! Ma
or che la speme dei prodi è fiorita, Noi
figli d'Italia redenta, riunita, Cogliendo
la mèsse sognata da loro, Cresciamo
d'Italia speranza e decoro! |