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SAN
MARTINO
Era
una fredda giornata di novembre.
Il
vento spazzava la terra indurita dal gelo.
Gli
alberi dondolavano i rami nudi contro un cielo bianco.
-
Forse nevicherà - si disse San Martino, avvolgendosi nel suo caldo
mantello.
E,
saltato a cavallo, si avviò.
Canticchiava
allegramente, quando a un tratto scorse un mendicante tutto lacero.
Il
poveretto cercava di ripararsi dietro a una grossa pietra e intanto
tendeva la sua mano scarna.
-
Pietà di me, signore. Ho freddo e fame.
San
Martino, impietosito, si fermò.
-
Fratello, - disse - mi dispiace, ma non ho che poco denaro da darti; e tu
hai tanto freddo... Aspetta. Infine io ho un bel vestito pesante... Ti
posso dare la metà del mio mantello.
Con
la spada tagliò in due il mantello e disse: - Prendi.
Il
mendicante non sapeva come ringraziare; i suoi occhi brillavano di
lacrime.
San
Martino, felice della buona azione, spronò il cavallo e continuò il suo
cammino.
Ora
il freddo si accaniva contro di lui e lo faceva rabbrividire a ogni
istante.
Ma
ecco, il cielo si squarciò, grandi laghi azzurri apparvero, e in mezzo
venne a splendervi un magnifico sole.
San
Martino si guardò intorno.
Quasi
non riconosceva più quei luoghi.
-
Se gli alberi fossero fioriti - osservava - si direbbe che siamo in
primavera.
Forse
il Signore pensa ai tanti poveri che non hanno da coprirsi.
Non
immaginava, il santo cavaliere, che quel calduccio era stato mandato da
Dio proprio per lui: per ricompensarlo.
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