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IL
REUCCIO MALINCONICO
C'era
una volta un re, ricco e potente.
Possedeva
terre e castelli; popoli interi gli obbedivano.
Quel
re non aveva che un figlio, e lo teneva più caro di tutti i tesori.
Bastava
che il bambino dicesse: voglio, e ogni suo desiderio era esaudito.
Eppure
il reuccio non era felice.
Si
aggirava per le sale dell'immenso palazzo, guardava distratto tutte le belle
cose che c'erano attorno a lui, degnava appena di una occhiata i magnifici
regali che gli facevano ogni giorno.
Era
triste e si annoiava perchè era solo.
Un
giorno, mentre passeggiava nel gran parco che circondava la reggia, sentì
dei colpi misurati, accompagnati da un canto.
Qualcuno
lavorava lì vicino.
Si
diresse da quella parte e vide un fanciulletto, lacero e scalzo, che con una
scure scortecciava un albero caduto.
Il
fanciullo gli sorrise, e il reuccio andò a sedere sul tronco accanto a lui.
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Vuoi aiutarmi? - gli domandò il ragazzo.
-
Perchè no? - disse il reuccio.
E
per un'ora s'affaticò anche lui col piccolo boscaiolo.
Poi,
quando quello levò di tasca un pane e una cipolla, il reuccio accettò la
sua parte e mangiò di quel povero cibo come se in vita sua non avesse mai
assaggiato nulla di meglio.
Quando
i cortigiani, inquieti per la sua assenza, vennero a cercarlo, lo trovarono
addormentato per terra, immerso in un sonno felice, accanto al suo piccolo
amico.
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