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IL
GELSOMINO
Quando
nacque Gesù, era freddo, molto freddo.
Il
vento gelido fischiava ed entrava dai buchi del tetto e dalla porta
aperta.
E
fuori turbinava la neve.
Che
freddo, che freddo, povero Bambinello!
La
Madonna, curva sul suo bel Figliuolo, non sentiva il vento fischiare
attraverso le fessure dei muri; non si curava della neve che dal tetto
riusciva ad entrare.
Ella
guardava con infinito amore il Divino Bambino e lo adorava.
Ed
il piccolo Gesù, riscaldato anche dal bue e dall'umile asinello,
dormiva tranquillo.
Ad
un tratto una piccola stelluccia di neve ghiacciata scese dal tetto,
girò un pochino leggera per la povera capanna e, piano piano, andò a
posarsi sulla bianca fronte di Gesù.
Subito
Maria si abbassò e posò le labbra sulla piccola farfallina di neve.
Ma
il piccolo fiocco, toccato dalla Madre di Gesù, non si sciolse; anzi si
allargò di più e si cambiò in un bel fiore dal profumo dolce e
delicato: il gelsomino.
Altri
fiorellini, simili al primo, sorsero intorno alla mangiatoia, e la
capanna, in poco tempo, fu piena di fiori freschi e profumati.
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