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LA MODA DEI CAPELLI NEL CORSO DEI SECOLI
"Come porti i capelli bella bionda? Tu li porti alla bella marinara... tu li porti come l'onda, come l'onda in mezzo al mar..."
Ancora capita di canticchiare -ai più anziani magari- la famosa canzone di Cochi e Renato che ci accompagnò per diverso tempo, dove le parole facevano un percorso ironico fra acconciature, colore, tinte, balsami e massaggi alla cute, praticati dal mitico parrucchiere Gino... ma la storia dei capelli e delle acconciature femminili è lunga, fino a divenire, all'inizio del secolo scorso una vera e propria "questione" che spaventava soprattutto gli uomini. Era forse impazzita la donna dei primi anni del novecento o aveva solo il desiderio di somigliare sempre più all'uomo? La moda dei capelli corti arrivò dall'America dove furono indetti dei concorsi di bellezza sul taglio dei capelli e le nuove acconciature.
Il primo concorso del genere fu istituito a Cleveland (Ohaio) con grosso successo nel mondo femminile, successo che però venne visto come una "minaccia" alla classe e alla bellezza della donna rappresentata fino a quel momento dai capelli lunghi raccolti in acconciature fatte di riccioli adornati con fiocchi, fermagli e spilloni.
La nuova moda dei capelli corti sbarcò in Europa negli anni venti passando per l'Inghilterra e approdò in Francia dove i parrucchieri parigini lanciavano un'acconciatura "di mezzo" senza costringere troppo al sacrificio della chioma femminile. I capelli lunghi erano sempre stati una regola, i corti l'eccezione.
UN PO' DI STORIA
Nell'antico Egitto le donne portavano i capelli lunghi raccolti in trecce che ricadevano sulle spalle, spesso libere o tenute da una fascia o da un pettine. Anche le donne greche portavano capelli lunghi e più lo erano, più permettevano sfoggio di vanitose acconciature. Lo stesso Apuleio descriveva di capelli annodati in folte trecce che coronavano il capo delle donne e che, senza la seduzione di una bella capigliatura, a nulla valevano alle stesse, né oro, né diamanti, né ricche vesti. I capelli corti si portavano soltanto in segno di lutto o per punizione o in segno di servitù. Le donne si recidevano i capelli sulle tombe dei propri cari, sacrificando con tale gesto quello che avevano di più caro. I mariti traditi castigavano le mogli infedeli con il taglio dei capelli, costringendole a non uscire di casa tale era il disonore per la donna non mostrare più la propria chioma. Alle schiave venivano invece tagliati se non addirittura rasati del tutto. Anche le donne dell'Impero romano tenevano molto alla ricca capigliatura e, addirittura, portavano sulla testa veri monumenti ricchi di trecce e ornamenti. Nel Medioevo le donne fecero crescere i capelli a lunghezze mai raggiunte prima. Le castellane e le eroine di poemi cavallereschi erano del tipo tracciato dall'Ariosto con la descrizione della Fata Alcina: "con bionda chioma, lunga e annodata". Ma quest'epoca vide anche la perdita di molte folte chiome. Come le donne sacrificavano i propri capelli in segno di lutto, così quelle che entravano nei monasteri, volgevano le spalle alla famiglia e al mondo esterno, rinunciando con il taglio dei capelli, alla seduzione della bellezza. Nelle epoche successive, la moda ha visto sciogliere, annodare, raccogliere, adornare e arricchire i capelli femminili nelle più svariate forme, ma lunghi o corti che siano, i capelli hanno da sempre rappresentato per la donna motivo di orgoglio e civetteria e una testa in "disordine" è sempre un segno di poca attenzione alla persona stessa. Oggi si sono riscoperti cappelli e accessori per capelli a cui anche la donna cosiddetta "pratica" non rinuncia più.
(Pinze da acconciature per onde e riccioli)
(Cappelli da donna anni '40 e '50)
CURIOSITA' & CITAZIONI
(retina per capelli anni '50)
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Sta per sorgere un nuovo sole!
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