|
Viaggio nei luoghi dove
passò e visse il Poverello d'Assisi
ITINERARIO NELLA VALLE REATINA
Alla ricerca dei luoghi francescani
Le prime dimore dei frati venivano chiamate luoghi
anziché conventi, poiché la parola luogo indica meglio qualche cosa di
modesto, di umile, e a questa terminologia si attennero rigidamente i
frati spirituali, ai quali appartenne anche frate Ugolino Boniscambi da
Montegiorgio l’autore degli Actus beati Francisci et sociorum eius, il
testo latino apparso nei primi decenni del Trecento dei Fioretti, che
scandiranno con alcuni passi i momenti più importanti di questa guida,
nella versione volgarizzata di origine toscana risalente alla prima metà
del Quattrocento.
Frate Ugolino dettò l’epopea francescana dopo il 1327
a conclusione del suo primo secolo di storia, raccogliendo una copiosa
tradizione orale sulla vita del Poverello e dei suoi compagni e
successori.
I Fioretti scandiscono con freschezza e brio alcuni
momenti storici accertati e altri più verosimilmente leggendari della vita
di S. Francesco; la felice vena poetica oltre che mistica che li
caratterizza assume alle volte la grazia di una fiaba antica che narra
vicende forse probabili, più spesso incredibili, e dove predomina
incontrastato il meraviglioso fra visioni, rivelazioni e miracoli.
Nulla però essi ci dicono della nascita di Francesco
(1182), della fanciullezza felice tra le mura domestiche, della giovinezza
chiassosa e spensierata, della durissima prigionia perugina (1202-03), del
viaggio verso le Puglie alla ricerca del titolo di cavaliere (1205),
dell’incontro con i lebbrosi e il comando del Crocifisso di San Damiano
(1207-08), e nemmeno dell’episodio fondamentale in cui Francesco, dinanzi
al vescovo Guido (1206-1207?), rinuncia definitivamente alla vita mondana.
Il racconto dei Fioretti inizia al 1209, con la
conversione di frate Bernardo da Quintavalle, il primo compagno di
Francesco, come a significare che per il compilatore è la figura
spirituale del santo ad essere importante, e dunque il suo magistero.
I passaggi cruciali di Francesco agli eremi reatini
si possono ascrivere agli ultimi anni e atti della vita del santo: la
formulazione definitiva della Regola; l’episodio del Natale del 1223,
quando era ormai malatissimo e quasi del tutto cieco; poi, nel 1225 - dopo
l’esperienza fortissima e traumatica della Verna, avvenuta nel settembre
del 1224 – il viaggio per la cura agli occhi, mentre, alternativamente,
risiedeva ad Assisi nel convento di San Damiano presso le Povere Dame, le
monache guidate da Chiara, o nel palazzo episcopale, ospite del vescovo di
Assisi, dove trascorse l’inverno 1224-25. Da qui si mosse faticosamente
per questi piccoli, ma ormai per lui pesantissimi viaggi, spinto dai
compagni e dal cardinale Ugolino suo amico.
BIBLIOFILMOGRAFIA
-
Guide d’Italia del Touring Club Italiano: Lazio, Toscana e
Umbria, ed. 1977
-
Città da scoprire, Guida ai centri minori, Italia centrale, TCI, 1984
-
Fernando Uribe, Itinerari Francescani, ed. EMP, 1997
-
I Fioretti di san Francesco d’Assisi (da un codice
quattrocentesco) a cura di Mariano da Alatri, ed. Paoline, 1977
-
Chiara Frugoni, Vita di un uomo: Francesco d’Assisi, Einaudi,
1995
-
Chiara d’Assisi, Lettere ad Agnese – La visione dello specchio,
Adelphi, 1999
Alla
ricerca di un riscontro ulteriore a quanto andavo scrivendo ho rivisto le
seguenti autorevoli e bellissime opere cinematografiche dedicate a san
Francesco d’Assisi:
-
“Francesco giullare di Dio” di Roberto Rossellini, 1950
-
“Francesco d’Assisi” di Liliana Cavani, 1966
-
“Francesco” di Liliana Cavani, 1989
Per
quanto riguarda le notizie e le immagini sulle opere d’arte di Andrea
della Robbia e di Giotto le fonti sono state:
-
Fiamma Domestici, I Della Robbia, ed. SCALA, 1992
-
Fiamma Domestici, Giancarlo Gentilini, Francesca Petrucci, Della
Robbia, Art Dossier inserto n.134, ed. GIUNTI, 1998
-
Alessandro Tomei, Giotto - La Pittura, Art Dossier inserto n. 120,
ed. GIUNTI, 1997
-
Maurizia Tazartes, Giotto, I Classici dell’Arte, ed. Rizzoli/Skira,
2004 |