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A
BETLEMME
Venimus et vidimus... (Matt. Cap. II v. 2)
Noi abbiamo veduto e siamo venuti... Noi troviamo in queste parole i tre primi
caratteri della fede:
SEMPLICITA', COSTANZA, GENEROSITA'.
Semplicità della Fede dei Magi. -Nel pronto atto
di partire malgrado ogni ostacolo. Essi hanno veduto e subito mettonsi in
viaggio. E' il trionfo della Fede sopra una vana ed orgogliosa mente.
Costanza della loro Fede. -Mentrechè i Magi si
avvicinavano a Gerusalemme, ecco che ad un tratto la STELLA, perde il suo
splendore. Che dura prova! ma la loro fede non è punto per ciò scossa. Una
parola è stata pronunciata avanti ad essi, essi vanno a Betlemme a cercare il
MESSIA... Seconda vittoria dei Magi: trionfo di una fede ferma e costante.
Ma ecco il terzo ed il più sublime trionfo dei
Magi: la Generosità. Nel luogo a loro indicato dal sacro raggio essi non
iscorgono che un monte isolato, una grotta profonda... infine una STALLA! e che
vi trovano essi? un bambino sulla paglia: Oh prodigio, oh trionfo della Fede
divina!... poiché nulla in questo bambino rivelava un Dio; a tal vista
essi esclamano: E' LUI! ECCOLO! questo bambino è il Messia... il gran Re
promesso... il nostro Salvatore! E subito depongono le loro corone, si
prosternano ed offrono a questo poveretto dell'Oro, dell'Incenso e
della Mirra... Quale vergogna e confusione per noi se paragoniamo la
generosità, la fermezza della loro fede colle nostre debolezze!
Ah! veniam oggi, poiché Dio si è rivelato ai
nostri cuori, ad offrirgli coi Magi un poco d'oro per i suoi
poveri; un poco d'incenso od ardenti preghiere; un poco di mirra
sopratutto, simbolo dei nostri dolori: Egli ne raddolcirà l'amarezza e ci
ricompenserà per tutti i nostri sacrifici.
(Estratto dal "Mese di Maria" del R.P. Lefèbre)
Imprimatur, 2 Julii 1898)
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PREGHIERA
A NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO
Amabilissimo nostro SIgnore Gesù Cristo, che fatto per noi Bambino, voleste
nascere in una grotta per liberarci dalle tenebre del peccato, per attirarci a
Voi, ed accenderci del vostro Santo Amore, Vi adoriamo per nostro Creatore e
Redentore, Vi riconosciamo e vogliamo per nostro Re e Signore, e per tributo vi
offriamo tutti gli affetti del nostro povero cuore. Caro Gesù, Signore e Dio
nostro, degnatevi di accettare questa offerta, e affinché sia degna del vostro
gradimento, perdonateci le nostre colpe, illuminateci, infiammateci di quel
fuoco santo, che siete venuto a portare nel mondo, per accenderlo nei nostri
cuori. Divenga per tal modo l'anima nostra un sacrificio perpetuo in vostro
onore: fate che essa cerchi sempre la vostra maggior gloria qui in terra,
affinché venga un giorno a godere delle vostre infinite bellezze in Cielo. Così
sia.
(Con approvazione Ecclesiastica)
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PREGHIERA
AL SIGNORE di S. FRANCESCO D'ASSISI
Signore, fammi strumento della tua pace.
Dov'è odio ch'io porti amore:
dov'è offesa ch'io porti il perdono:
dov'è discordia ch'io porti l'unione:
dov'è dubbio ch'io porti la fede:
dov'è errore ch'io porti la verità:
dov'è disperazione ch'io porti la speranza:
dov'è tristezza ch'io porti la gioia:
dove sono le tenebre ch'io porti la luce.
Signore, fa ch'io cerchi di consolare,
più che di essere consolato;
di comprendere, più che di essere compreso;
di amare, più che di essere amato.
Poiché dando si riceve,
perdonando si è perdonati,
morendo si risuscita a vita eterna.
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DISCESA
DELLO SPIRITO SANTO
Nel lasciare la terra, o Gesù, Voi prometteste agli Apostoli che non li avreste
lasciati già orfani, ma avreste loro mandato un altro Paracleto e Consolatore
per Voi. Deh! poiché anche a noi lo avete promesso, ne riepite, o Signore, di
questo Divin Paracleto lo spirito: affinché purificati gli affetti, e tutti
rinnovellati in amore per Voi, non ci sentiamo più orfani quaggiù sulla terra,
ma meritiamo d'avere sempre in Voi, nascosto sotto gli Euraristici veli, un vero
padre, un fratello, un amico.
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INNO
A GESU' BAMBINO
Tu scendi dalle stelle, o Re del Cielo
E vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O bambino - mio divino
Io ti vedo qui tremar: o Dio beato!
Ah, quanto ti costò d'avermi amato!
A te che sei del mondo il Creatore,
Mancano panni e fuoco, o mio Signore:
Caro, eletto - pargoletto.
Quanto, questa povertà - Più m'innamora
Giacchè ti fece amor povero ancora.
Tu lasci del tuo Padre il divin seno
Per venire a penar su poco fieno,
Dolce amore - del mio cuore,
Dove amore ti trasportò - O Gesù mio
Perchè tanto patir? per amor mio!
Ma se fu tuo volere il tuo patire
Perché vuoi pianger poi, perché vagire?
Sposo mio - amato Dio,
Mio Gesù, t'intendo si - Ah, mio Signore!
Tu piangi non per duol, ma per amore.
Tu piangi per vederti da me ingrato,
Dopo si grande amor, si poco amato.
O diletto - del mio petto
Se già un tempo fu così - Or te sol bramo
Caro non pianger più, ch'io t'amo, io t'amo
Tu dormi, o Gesù mio, ma intanto il cuore
Non dorme, no, ma veglia a tutte l'ore:
Del mio bello - e pure agnello
A che pensi, dimmi tu? - O amor immenso
A morire per te, rispondi, io penso.
Dunque a morire per me tu pensi, o Dio
E che altro, fuor di te, amar poss'io?
O MARIA - speranza mia;
Se poc'amo il tuo GESU' - Non ti sdegnare.
Amato tu per me, s'io nol so amare.
(Con approvazione ecclesiastica)
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SANTO
NATALE 1947 (dall'Istituto "Preziosissimo Sangue" - Roma)
A
voi, care figliuole, alunne dell'Istituto ed a tutte le vostre famiglie giunga
il mio primo saluto ed un fervido augurio di bene.
Il
Piccolo Re divino benedica i vostri studi e sul sentiero della vostra serena
giovinezza, faccia sbocciare i fiori della virtù e della gioia.
(Sr.
Ester Graziosi - Superiora Generale delle Suore Adoratrici del Preziosissimo
Sangue)
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VISITA
A GESU' BAMBINO
O
MARIA
una
parola per me al Bambino Gesù
O
Gesù! che il vostro amore vi ha ridotto alla umiltà di bambino, alla povertà
d'una mangiatoia, io vi adoro nel vostro "abbassamento", ove Voi mi
sembrate mille volte più amabile che sul trono della vostra gloria. Perché non
poss'io, come i Magi, offrirvi l'oro di una ardente carità, l'incenso d'una
fervente preghiera, la mirra della mortificazione! Ricevete almeno il mio cuore
che vi dono con tanta felicità; ricevetelo con tutto ciò che ha d'affetto, di
tenerezza e di riconoscenza; ricevete l'anima mia con tutte le sue facoltà, il
corpo e i miei sensi. E in ricambio fatemi partecipe del vostro spirito,
riempiendomi di dolcezza, d'umiltà, di semplicità. Oh Divin Bambino, mio Re e
mio Modello, fate che dopo avervi imitato su questa terra, meriti di
essere eternamente unito con Voi nella beata eternità. Così sia.
Imprimatur:
In curia Arch. Mediolani, 2 aprile 1917 - Can. Joannes Rossi, Vic. Gen.)
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