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IL CUBISMO "La pittura è più forte di me; mi costringe a dipingere come vuole lei" (Pablo Picasso) Questo movimento nasce intorno al 1906 dall’incontro fra Pablo Picasso (1881-1973) e l’ex fauve Georges Braque (1882-1963) ed opera il processo inverso del movimento precedente: al centro c’è la ricerca strutturale, l’esame dell’oggetto, mentre il colore diventa un elemento quasi accessorio, non a caso, molto spesso i dipinti cubisti sono monocromatici. Il Cubismo vuole raffigurare l'essenza della realtà, andare oltre la forma esteriore e rappresentarla non come appare ma come la nostra mente sa che è. Nel primo periodo del cubismo (1907-1909), gli oggetti e le figure vengono ridotti a forme geometriche ed avviene la moltiplicazione dei punti di vista (Picasso disegna due occhi anche in un volto ripreso di profilo). Nel secondo periodo (1909-1911) "pittura analitica" la carattestica evidente è la severità cromatica, dove l'attenzione dell'artista è rivolta essenzialmente alla forma e non al colore. Qui i soggetti preferiti sono le nature morte e i paesaggi. Nell'ultimo periodo (1911), inizia la fase del cubismo sintetico, ovvero, l'oggetto dopo essere stato analizzato e frantumato viene ricomposto in maniera sintetica per ricercarne l'essenza. In questa fase i pittori cubisti dipingono nature morte con frutta, bottiglie, bicchieri, eccetera e recuperano la ricchezza cromatica assente nel periodo analitico. Picasso diceva di sé che dipingeva come pensava e non come vedeva, il punto di partenza in questo caso non è più l’emozione e la gioia di vivere, ma l’esigenza di una intensa razionalità da spingere l’indagine fin dentro l’oggetto… fino alla ricerca delle sue componenti e delle sue relazioni geometriche e volumetriche… fino ad individuarne la struttura vera e propria.
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