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SANTA MARIA DELLA QUERCIA
Attraversando la vasta piazza
Farnese e imboccando l’angusto vicolo dei venti si giunge ad uno slargo,
dominato dal grandioso Palazzo Spada sede, in piazza Capo di Ferro, del
Consiglio di Stato e custode, oltre che della celebre galleria prospettica
del Borromini, anche dell’altrettanto famosa Pinacoteca.
La laterale piazzetta della
Quercia forma quasi un tutt’uno con l’adiacente importante complesso
architettonico, occupando un lato dello slargo a forma di L.
La chiesina che dà il nome
alla piazzetta è qui accanto ad una rigogliosa quercus ilex che ombreggia la
sua facciata ribadendo la denominazione della piccola piazza.
Tipico esempio del rococò
romano fu costruita per conto della potente confraternita dei Macellai da
Filippo Raguzzini nel 1728. In questo luogo Giulio II aveva concesso ai
Viterbesi nel 1507 di portare il loro culto della Madonna della Quercia, nel
segno della quale fu fondata nel 1532 un’arciconfraternita denominata
l’Università dei Macellai e da cui la chiesa prese il nome.
Caratteristica saliente della
chiesina è la sua facciata panciuta come una bomboniera che sembra volersi
liberare dagli edifici adiacenti che tendono ad imprigionarla.
Sul semplice portale un oculo
multilobato dà respiro alla prima parte della facciata che, dopo l’elaborato
cornicione, si apre con un grande finestrone coronato da un riccio barocco.
L’interno è a croce greca con
cupola e tre cappelle. All’altare maggiore l’immagine della Madonna della
Quercia racchiusa in una ricca cornice decorata con gli emblemi
dell’Università dei Macellai. La cupola è decorata con dipinti ottocenteschi
di Guido Molinari. Nei pennacchi sono raffigurati Mosè, David, Ezechiele ed
Isaia; mentre nella calotta, ripartita in riquadri, si trovano una serie di
Angeli che rappresentano le litanie della Madonna.
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