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FEBBRAIO 2006
MARIA MADRE DI DIO
Via dell’Arco della Pace
Un’opera neoclassica
In un angolo appartato della vecchia Roma tra piazza Navona e piazza della Pace una elegante e sobria Madonnella arricchisce con la sua presenza un semplice e disadorno muro in laterizio.
Il candido bagliore del marmo restaurato in occasione del Giubileo 2000 è fonte d'inaspettato contrasto col severo paramento che fa da fondale; mentre l'angustia del vicolo, quasi sempre in ombra, che conduce alla vicina piazzetta della Pace - uno dei luoghi più suggestivi di Roma - restituisce a questa raffinatissima opera un’aura di particolare e intenso misticismo.
È così che due fra le innumerevoli piazze romane sono legate da un delicato trait-d’union: una Madonnella opera di un sensibile artista straniero dell’Ottocento guida il visitatore dalla visione dell’amplissima e maestosa piazza Navona, dove la fontana dei Fiumi del Bernini è una protagonista, alla più piccola e raccolta piazzetta della Pace, dove domina quasi l’intero spazio la massa espansa della chiesa di Santa Maria della Pace di Pietro da Cortona. Peter Schoepf, l’autore di quest’opera, nacque a Monaco di Baviera nel 1805 da una famiglia di scultori e fu allievo del famosissimo Thorvaldsen. Venne a Roma in giovane età restandovi per ben quarant’anni fino alla morte, avvenuta nel 1875. Dieci anni prima, nel 1865, nella sua piena maturità artistica, Schoepf realizzò quest’edicola sacra che è collocata su un fianco della chiesa di S. Maria dell’Anima, tempio della nazione tedesca che si trova nella via omonima. Probabilmente donato dal re Luigi I di Baviera in occasione della sua ultima visita a Roma, questo tabernacolo in marmo bianco, imitante stilemi rinascimentali, è costituito da una nicchia inquadrata da paraste scolpite a candelabre all’interno della quale si trova una Madonna resa da un delicatissimo modellato di chiara ispirazione neoclassica. Al di sopra dell’edicola è ancora presente un braccio di ferro battuto al quale era appesa una inconsueta lampada per l’illuminazione notturna andata nel tempo perduta e mai ripristinata e che si può osservare solo in vecchie foto d’epoca.
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Sta per sorgere un nuovo sole!
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