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"L'arte è l'espressione del
pensiero più profondo nel modo più semplice"
(Albert Einstein)
In questa sezione potrete
trovare informazioni su grandi mostre dedicate
alla pittura, scultura e
architettura e bandi di concorso.
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Via Margutta: i
“Cento pittori” si trasferiscono a Piazza del Popolo
La storica manifestazione, giunta
quest’anno alla settantaseiesima edizione,
riparte il 18 aprile prossimo
Roma, aprile 2007 –
Il 18
aprile prossimo prende nuovamente il via a Roma, in Piazza del Popolo,
“Cento Pittori Via Margutta”, la più storica tra la mostre pittoriche
della Capitale, giunta alla sua settantaseiesima edizione.
La rassegna,
patrocinata dal Comune di Roma, dalla Provincia di Roma e dalla Regione
Lazio, e divenuta da tempo un irrinunciabile appuntamento per appassionati
d’arte, romani e stranieri, andrà avanti fino al 22 aprile prossimo e
trasformerà Piazza del Popolo, così come già fatto nel corso delle edizioni
precedenti a Via Margutta, in una galleria d’arte all’aperto nella quale
saranno presenti oltre 3.000 opere tra dipinti a olio, disegni,
sculture e acquerelli.
A prendere parte alla
manifestazione saranno, in quest’occasione, oltre 120 artisti,
rigorosamente selezionati e provenienti da ogni parte del mondo, tutti
caratterizzati da un proprio linguaggio espressivo e da una propria tecnica
artistica. Tra questi anche Maurice Salamè, pittore libanese di
nascita e australiano d’adozione, e Corinthios, di origine greca.
“Sapere che anche artisti che vivono e lavorano dall’altra
parte del mondo
desiderano partecipare a questa rassegna e vengono appositamente in Italia
per farlo – tiene a precisare Alberto Vespaziani – ci riempie d’orgoglio e
ci stimola ad impegnarci affinché il successo e la fama di questa storica
manifestazione non scemi con il passare delle edizioni”.
Apprezzamento per
il contributo che gli artisti riescono a dare alla città con questa
manifestazione è già stato espresso dal Campidoglio.
Come già fatto in passato, infatti, Walter Veltroni ha rivolto ad Alberto
Vespaziani, in quanto Presidente dell’Associazione, parole di profonda e
sincera stima per quanto trasmesso da ciascun artista con le opere
presentate. Parole alle quali Vespaziani, Presidente dell’Associazione
Cento Pittori Via Margutta, ha così risposto: “La nostra mostra,
divenuta da tempo un irrinunciabile appuntamento per appassionati d’arte,
romani e stranieri, è del resto il piccolo contributo che siamo
lieti di dare a Roma così da rendere merito a questa città di essere luogo
ricco di storia ed arte. Quello che ci auguriamo per il futuro è che
prosegua e si rafforzi la collaborazione con l’Amministrazione Capitolina
affinché ci venga reso possibile continuare a fare di Via Margutta una
colorata galleria all’aperto.”
Al plauso del
Campidoglio si sono uniti anche Marco Marsilio, (Capogruppo di AN in
Campidoglio) Consigliere Comunale, e Vincenzo Vita, Assessore alle Politiche
Culturali della Provincia di Roma. Entrambi, da sempre entusiasti estimatori
dell’arte dei celebri cento pennelli, hanno voluto testimoniare con la loro
presenza all’inaugurazione dell’attuale edizione della kermesse il forte
legame che ormai da anni li lega all’associazione.
La kermesse, che - a
causa dei lavori di rifacimento del manto stradale che attualmente
interessano Via Margutta - si trasferirà dalla celeberrima strada,
tradizionale culla di artisti e
pittori, nella
centralissima Piazza del Popolo, oltre a permettere ancora una volta,
soprattutto ai meno noti, di uscire allo scoperto per affermarsi, sarà
interessante occasione per analizzare e studiare i fermenti artistici che si
sviluppano di continuo e per raccogliere i diversi messaggi che ogni
espositore intende “consegnare” alla collettività.
Per l'intera durata
della manifestazione il pubblico potrà unirsi ai pittori di Via Margutta
nel brindisi dedicato all'arte, alla storica kermesse e alla nuova "sede"
della stessa degustando il vino offerto dall'azienda Agricola Cavalieri,
che da sempre è vicina ai Cento Pittori di Via Margutta.
La mostra, che sarà
inaugurata il giorno 18 aprile alle ore 17.00, sarà aperta tutti i giorni
dalle ore 10.00 alle 21.00 (ingresso gratuito).
Info:
Ufficio Stampa
"Cento Pittori Via Margutta"
Cell.
338/2715138
Email: giacomo.pacchiani@tiscali.it |
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CLAUDIO GIULIANELLI
"La luna nel
calice"

mostra
personale
22 Febbraio - 31 Marzo
2007
A cura di Riccardo
Tartaglia
inaugurazione
giovedì 22 febbraio 2007 dalle ore 20,00 presso
IL TAJUT
Ristorante vineria
Via S.Giovanni in
Laterano n.246, Roma
l'esposizione
rimarrà aperta sino al 31 marzo 2007 dalle ore 20 all'1,30
info:
organizzazione artistica galleria Tartaglia Arte tel.06 4884234 -
gallerie@tartagliaarte.com -
www.tartagliaarte.com
Venerdì 22 Febbraio 2007 alle ore
20,00, presso il ristorante vineria IL TAJUT, Via
S.Giovanni in Laterano n. 246 Roma, sarà inaugurata la mostra personale di
Claudio Giulianelli in cui verranno
esposte opere della sua ultima produzione.
In occasione della serata inaugurale
verrà offerto un drink di benvenuto e per chi volesse
IL TAJUT propone 3 menù creati apposta per l'evento (per prenotazioni tel.3496418088).
L'esposizione, curata da Riccardo Tartaglia,
rimarrà aperta tutti i giorni sino al 31 Marzo 2007 dalle ore
20,00 all'1,30.
Claudio Giulianelli
nasce a Roma nel 1956, frequenta un istituto ad
indirizzo chimico, ma la sua forte passione per l'arte, soprattutto antica, lo
porta ad approfondire lo studio della pittura tramite un'attenta osservazione
delle opere dei Maestri, unitamente alla lettura di testi di tecnica pittorica.
Pittore simbolista, che nella sua formazione si è
ispirato alla pittura medievale e fiamminga, dipinge l'amore per il Creato e per
la figura femminile, simbolicamente identificata nella Luna, donna e Madre
Natura, che incarna i sogni e le paure dell'uomo, il quale, rapito, naufraga
nell'abisso dei suoi pensieri mentre il candore della luna illumina il suo
volto.
I personaggi della sua arte sono creature
maliziose e arcane, che riflettono il mistero che è fuori e dentro di loro,
immerse in fondali ombrosi, notturni, sublunari, che danno loro volume e
corporeità; creature, nitide ma enigmatiche che ci guidano verso il loro mondo
con sguardi ipnotici e ammalianti, accompagnandoci nelle profondità dei loro
molteplici segreti e verità, quasi a intimarci di fermare il corso frenetico
delle nostre vite e soffermare lo sguardo su ciò che c'è al di là della semplice
apparenza che vela la vita.
Ufficio Stampa:
Anatrini Simona
Tel./Fax +39 06 4884234
E-Mail
simona@tartagliaarte.it
www.tartagliaarte.com
- www.tartagliaarte.it
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Le… “bugie”
tecnica mista su pelle
(40x50)
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La S. V. è invitata
all’inaugurazione della
mostra personale di
Giorgio Panero
che avrà luogo
sabato 18
novembre alle ore 17
interverranno
il Dott. Eugenio Giani
Assessore del Comune di Firenze
ed il Prof. Pier Francesco Listri
L’inaugurazione sarà ripresa da Toscana TV
condotta da Fabrizio Borghini
La mostra resterà
aperta
dal 18 al 30 novembre 2006
Orario: 16,00 - 19.30
Chiuso domenica e lunedì
ANTICA COMPAGNIA
DEL PAIOLO
SALETTA BOCCUZZI
Firenze - Piazza Signoria, 3 - I° Piano
Per informazioni:
www.bottega2000.it/artisti/giorgiopanero
www.bottega2000.it/paiolo
paiolo@bottega2000.it |
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Presentazione di Riccardo
Saldarelli
Giorgio
Panero, architetto e pittore, alla Compagnia del Paiolo
Quando, durante uno dei nostri sodali
incontri, l’amico Vittorio mi buttò lì che aveva un fratello
architetto, Giorgio, che dipingeva e che voleva fare una mostra a
Firenze la cosa mi incuriosì non poco e mi vennero spontanee alcune
domande alle quali Vittorio mi andava rispondendo con palesi accenti
di ammirazione ed affetto verso il fratello. Il succo di questa
chiacchierata tra amici, una volta vista la ricca documentazione
fotografica, sarebbe diventato, sic et simpliciter, lo spunto
per questa presentazione.
Non appena ebbi modo di studiare il
materiale visivo, mi accorsi di essere fronte ad un “grosso”
lavoratore ed anche di più.
Giorgio Panero, si laureava a Firenze
nel ’56 e da sempre dipingeva, anzi, disegnava. Quindi, un sicuro
talento naturale modellato poi da una scuola speciale, quella della
Facoltà di Architettura di Firenze degli anni cinquanta e sessanta,
quella stessa che vantava la sua più antica appartenenza, come
scuola di Architettura, alla fiorentina Accademia di Belle Arti.
Cosa forse sorprendente per il profano
che può non pensare a questi riferimenti, ma non per me che, più
giovane di qualche anno dei due architetti Panero, sono pure allievo
e figlio di quella potente scuola di architettura di Firenze che in
quegli anni si fondava ancora sulle arti del disegno, quelle stesse
praticate dagli antichi maestri di Firenze rinascimentale. Quelli
che, ora architetti, ora scultori, ora pittori - di volta in volta -
furono e restano i veri maestri dell’arte italiana.
Quindi non mi sorprese il fatto che sin
da ragazzo Giorgio Panero manifestasse sicuro interesse, ma che
fosse anche accompagnato da doti certe per le arti del disegno.
Iniziava infatti precocissimo anche le sue prime esperienze
espositive. Mi sarei proprio meravigliato del contrario perché tutte
quelle generazioni che avevano avuto come insegnanti e maestri, tra
gli altri, Michelucci, Gamberini, Lusanna, Libera, Quaroni, Baroni,
Maggiora, non potevano esprimere architetti che non avessero anche
una qualche vocazione artistica per il disegno. Siamo di fronte a
talenti naturali che trovarono in questa speciale scuola di
architettura fiorentina il loro “maestro dell’intelletto” perché il
disegno non è solo un fatto tecnico: è prima di tutto un fatto
mentale che andrà a perfezionare e completare la cultura e la forza
dei mezzi espressivi di chi voglia affrontare seriamente il mestiere
di architetto, di pittore o di scultore.
Fatte dunque tutte queste premesse è
ora facile parlar bene del pittore che si presenta con questa
mostra, ricca di opere, nello spazio espositivo di Piazza della
Signoria, dove il Paiolo Fiorentino cerca ancora, pur tra mille
contraddizioni ma con caparbia vitalità, di affermare alcuni valori
di sempre nel caotico divenire dell’arte oggi. Nessuno spazio
privato ci parve dunque più idoneo di questo.
Soffermiamoci, ora, un poco anche sugli
oggetti pittorici che questo artista ci offre, non per voler
azzardare una qualche esegesi di tipo critico estetico, ma per
esprimere una serie di considerazioni personali sul serio e ricco
lavoro di questo architetto pittore.
Una prima considerazione che mi viene
in mente è che la lettura delle numerose opere presentate e quindi
il suo godimento da parte del visitatore alla mostra rappresenta una
pausa di tranquillità nel vorticoso e globalizzante mondo dell’arte
contemporanea.
Una tranquillità che deriva dalla
precisa sensazione di essere di fronte ad un percorso artistico
sincero, al di fuori di schemi estetici prefabbricati, che dunque
vuol esprimere estrema libertà nel godimento e nel divertimento di
chi decide di scegliere questa via espressiva cercando di regalare
al visitatore sensazioni analoghe.
Questa mostra va vista come il momento
sereno di un bilancio artistico e di vita e, a questo punto, voglio
azzardare che siamo di fronte ad un grande e raro “dilettante” e
voglio usare questo appellativo con la stessa forza e significato
che gli antichi maestri attribuivano - con valenza assolutamente
meritoria e persino con qualche punta d’invidia - a coloro che
venivano a questa arte… non sanza cagione d’animo, gentile…
piacendoli per amore naturale... Così scriveva il più grande
trattatista di pittura del ‘400, Cennino Cennini, nel suo “il
libro dell’arte”, ed ancora, rafforzando il giudizio, affermava
che… sopra tutti quelli, da commendare è quelli che per amore e
per gentilezza d’animo all’arte predetta pervengono… Con queste
parole individuava perfettamente quel talento naturale, quella
vocazione quell’intelletto che al disegno si diletta solo,
ché da loro medesimi la natura a ciò gli trae, sanza nulla guida di
maestro, per gentilezza d’animo. Una vocazione ed un
percorso, quasi un destino, per coloro che, mossi da questo amore da
questo dilettarsi, sentono alla fine il bisogno di trovare
guide certe così seguitano a voler trovare maestro e con questo
si dispongono con amore d’ubbidienza, stando in servitù per venire a
perfezione di ciò… Gli antichi maestri, di fatto, esaltavano
questi, tra le schiere di coloro che volevano pervenire all’arte,
rispetto a quelli che vi giungevano… per povertà e necessità del
vivere… cioè… per guadagno… Argomento ancora di
grandissima attualità se si vuole affrontare il tema della pittura
oggi. E dico solo pittura, non arte in generale, perché oggi sembra
che la pittura non abbia più diritto di esistenza, tanti sono i modi
nuovi dell’espressione, tutti leciti se si parte dalla gratuità
spesso dell’ignoranza.
Ma se si voglia parlare di pittura
questo discorso deve rispondere a canoni ben precisi. Quei canoni
che possiamo sintetizzare nell’applicazione delle regole del disegno
e del colore, nel senso della composizione, delle misure, dei
rapporti, quindi dei ritmi, degli equilibri e dei valori anche
materici. Canoni che ritroviamo perfettamente nel mondo pittorico di
Giorgio Panero che, talento naturale appunto, trova nella scuola di
architettura quel suo maestro mentale che lo porta con assoluta
chiarezza e naturalezza a percorrere il libero cammino prescelto.
Voglio quindi
esaltare in questa mia presentazione la privilegiata condizione di
libertà che Giorgio Panero ha scelto per il suo fare arte. Un
atteggiamento che esprime soprattutto la felicità del dipingere
nella libertà dai vincoli del mercato e da ogni altra limitazione
che affligge la maggior parte di coloro che praticano l’arte non per
diletto ma per bisogno, piegando il proprio fare ad
esigenze non propriamente artistiche.
Il diletto nel compiacersi fino in
fondo nella ricerca dei soggetti, nello studio di materiali diversi,
nella continua sperimentazione delle tecniche prescelte sino a
dominarle così da trasmettere in chi guarda la sua conquistata
sicurezza.
Il diletto nel passare con disinvoltura
dalla tecnica dell’acquerello, sin dall’inizio praticata, a quella
dell’olio, sempre con sicuri e convincenti risultati. I suoi sono
acquerelli, condotti classicamente secondo le giuste regole della
trasparenza dei colori, con pennellate libere e di getto, sia quelli
con intenti chiaramente naturalistici sia quelli più o meno
astratti. Nel primo caso, solo tocchi sapienti dove prevalgono
orizzonti marini, qualche taglio prospettico su un bagnasciuga in
primo piano, quinte rocciose o fondali di un teatro naturale che si
condensano in promontori appena sagomati che fanno intravedere un
tramonto, una tavolozza dove prevale il mare ed il cielo, fatta di
azzurri e qualche ocra; nel secondo caso piani di colore interrotti
da oggetti perfettamente disegnati dove i giuochi di luce si
intrecciano con ritmiche zone di fondo bianco della carta. Quando
nelle sue carte compaiono gli oggetti della natura morta, ora ci
colpisce il rosso di peperoni carnosi, ora il lavorìo sapiente per
raggiungere un convincente tono violaceo nel raffigurare alcune
melanzane. Altre composizioni vengono ritmate dal giallo di frutta
ed ortaggi, in contrappunto con il dirompente bianco di uova, quasi
a rammentarci ancora il suo bisogno di ritornare alle misure ed ai
simboli di una geometria archetipale che poi è la sua vera struttura
mentale, anche quando affronta temi figurativi. Un know how
che lo porta a vere e proprie creazioni astratte, quasi forzate ad
ubbidire ad un richiamo innato, dove tutto volutamente si riconduce
a quella geometria che è la struttura di tutte le sue pitture.
Un solo esempio, a conferma di questa
continua ricerca di equilibri compositivi nascosti o dichiarati,
viene dai numerosi inserimenti di un preciso punto focale espresso
da emblematici dischi, solari o lunari, in vari dipinti come “l’abbeverata”
o “la savana”, dove mandrie di cavalli selvaggi o di zebre
riempiono rarefatte savane.
Questi dischi creano profondità di
spazi astratti dove il tempo si ferma, dove le albe ed i tramonti si
confondono anche quando si riflettono nei mari immobili di quadri
come “barca al tramonto”, “luna all’alba”, “tramonto
sul porto”.
Tra i vari temi della pittura di genere
da lui trattata, tra ortaggi ed oggetti, troviamo bottiglie,
brocche, bicchieri, candelabri. Nature morte in composizioni che
sfiorano la solitudine e la freddezza di velate suggestioni
metafisiche riassumibili nei “senza titolo”, quello con la
caffettiera delle ore 7 e quello con l’ammaccato barattolo di Coca
Cola, quasi a voler anche affermare una sua distaccata e divertita
attenzione verso mode dell’arte contemporanea.
Quale ordine cronologico abbiano le sue
opere dichiaratamente geometriche è una domanda inutile perché lui
le ha sempre avute dentro. Questo gruppo di lavori rappresenta
infatti tutto quel ricco patrimonio compositivo retto da strutture
nascoste che poi estrinseca negli altri acquarelli o amplifica e
perfeziona pittoricamente nelle sue opere ad olio. Sembra voler
esprimere il bisogno di dichiarare all’esterno questa sua capacità
strutturale che riprende tutte le forme e le competenze di chi ha
dimestichezza con il segno a china dell’architetto, quello dei
tiralinee o dei rapidograph, insomma il disegno a tratto
puro.
Cosi assistiamo a suoi
divertissement di scomposizione e ricomposizione di oggetti e
temi vari come nella sequenza di dipinti che vanno da “porto
adriatico”, dove ancora l’esigenza della figurazione prevale ma
che, attraverso i tagli coraggiosamente astratti di “barche in
riposo”, diventa altro, totalmente originale, nell’ esaltazione
di un segno luminoso in “pollution”.
Nel suo bestiario troviamo anche
gatti, galli, tacchini inseriti compositivamente nei suoi schemi
geometrici - quasi a voler far partecipare il mondo vivente al
giuoco dei colori e dei campi astratti - talvolta ironicamente
caricaturali come in “la vanità” o in “impulso erotico”.
Leggendo, dunque, le opere pittoriche
di Giorgio Panero - siano carte acquerellate od oli su tela o su
pelle, manifestazioni di una sua voglia di estrema astrazione
alternate a lezioni di accademia pittorica - a mio avviso ci
troviamo di fronte ad un artista che, lungi da esprimere apparenti
contraddizioni, sempre meravigliandoci dimostra la sua libertà e la
sua gioia di dipingere, veramente bene.
Firenze, ottobre 2006 |
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Con il Patrocinio della
Presidenza del Consiglio
Regionale del Lazio
Comune
di Roma
Comune
di Corchiano
CLAUDIO GIULIANELLI
"Quello che
la Luna pensa di
me"
Mostra
Personale
11 Novembre - 4 Dicembre 2006
a cura di Riccardo Tartaglia
presentazione
critica Francesco Giulio Farachi
Galleria Tartaglia Arte
Vernissage
11 novembre 2006 ore 18,00
catalogo
in galleria - ingresso libero
Sabato 11 Novembre 2006 alle ore
18,00, presso
la Galleria
Tartaglia Arte, via XX Settembre 98 c/d Roma, sarà inaugurata
la mostra personale del pittore Claudio Giulianelli.
Verranno presentate le sue
ultime opere, pervase di presenze magiche, arcane, misteriose, esoteriche che
stanti e immobili ci guardano bagnate dalla luna.
La mostra, curata dal direttore
artistico Riccardo Tartaglia, durerà fino al 4 Dicembre 2006 secondo gli orari
della Galleria (10/14-16/19.30).
Claudio Giulianelli
nasce a Roma nel 1956, frequenta un istituto ad indirizzo chimico, ma la sua
passione per l'Arte lo porta ad approfondire la tecnica e lo studio della
pittura tramite un'attenta osservazione dell'opera dei maestri, unitamente alla
lettura di testi di tecnica pittorica.
I libri sul Caravaggio e sui
fiamminghi sono stati i suoi compagni di viaggio quotidiani.
Nel 1992 si trasferisce a
Corchiano, paesino di antichissime origini etrusche, ove vive ancora oggi.
Guardare un suo quadro è come
iniziare un viaggio verso un qualcosa di nuovo che affascina, ma che nello
stesso tempo spaventa lasciandoci titubanti sulla soglia di un mondo da
scoprire.
Si percepisce così
all'improvviso un qualcosa che sta oltre, ma che in realtà è sempre stata dentro
di noi: un'essenza coperta, soffocata dal quotidiano, che non si svela
costantemente, ma latente sopisce in noi e viene fuori solo se stimolata
dall'Arte e dai suoi misteri.
Pittore simbolista,
Giulianelli pone le sue radici culturali nel mondo medioevale, di cui
dipinge l'essenza più nascosta, più iniziatica.
Nella sua pittura dipinge
l'amore per il Creato e per la figura femminile, intesa sia come donna materiale
che come madre Natura, la stessa che ti protegge e che ti uccide, di fronte a
cui l'Uomo è sempre visto piccolo e spaurito.
Attori dei suoi quadri sono tipi
umani diafani e fiabeschi, soprannaturali, che sembrano apparire e scomparire da
scorci di palcoscenico, da finestre buie, come proiezioni interiori, abitanti di
un mondo senza luogo e senza tempo.
I loro sguardi fissi
oltrepassano la dimensione pittorica, invadendo la nostra realtà cercando di
instaurare con noi un muto dialogo fatto di gesti accennati, allusivi, a volte
perentori, come a volerci educare sui veri valori o ammonire la nostra
incoscienza suggerendoci la strada giusta da percorrere.
Sono voci della coscienza che
prendono forma in abiti antichi e surreali nei loro copri capi da giullari,
quasi a prendersi gioco della nostra fragilità o forse solo per sminuire
l'importanza dei messaggi sottesi nei loro sguardi.
Noi uomini dalle vite
frenetiche, insicuri di ogni nostro valore, noi che perdiamo di vista l'ovvio ed
il vicino per guardare troppo lontano quasi a voler scappare dalla nostra
coscienza, qui, davanti a questi sguardi e fattezze, non possiamo non sentirci
penetrati dall'esigenza di soffermarci, di farci guardare da occhi che non sono
i nostri, dagli occhi delle ombre che impertinenti e maliziose non aspettano
altro che svelarci quello che è in noi.
E così ci tendono la mano e ci
trascinano in un mondo onirico, non esente da tratti inquietanti, che ci riporta
al pensiero e ci induce alla riflessione; il mondo reale con i suoi sogni cerca
rifugio nel magico, misterioso, irrazionale notturno bosco della fantasia, come
in un volontario esilio dal mondo della luce.
E' come un invito per l'Uomo a
determinare una dimensione in cui ciascuno si chieda quale travestimento o ruolo
stia indossando, se per convenienza o necessità.
L'arte di Giulianelli dà
vita a moti interiori e individuali, esortando la riflessione, chiedendo,
pretendendo un attimo di quiete, perché ci si fermi e si provi a capire.
"se noi ombre vi abbiamo
irritato, non prendetela a male ma pensate di aver dormito, e che questa sia una
visione della fantasia. Non prendetevela, miei cari signori, perché questa
storia di ogni logica è fuori: noi altro non vi offriamo che un sogno; della
vostra indulgenza abbiamo bisogno". William Shakespeare (Sogno di una
notte di mezza estate)

Ufficio Stampa:
Anatrini Simona
Tel./Fax +39 06 4884234
E-Mail
simona@tartagliaarte.it
www.tartagliaarte.com |
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creArte 2006
(prima edizione)
itinerario artistico e mostra
mercato
a cura di Anna La Monaca,
Rosella Cocciolo e Emanuele Catellani
giovedì 15 e venerdì 16 giugno
2006
dalle ore 19:00
ingresso 5 euro
Associazione Culturale "da
MiRò"
via Tamburrina 15 - 10020
Pecetto Torinese (TO)
tel: +39.011.8608999
mail:
mi_ro@tiscali.it
L'associazione culturale "da
MiRò", con il patrocinio della
Regione Piemonte, della Provincia di Torino, del Comune e della Pro Loco di
Pecetto Torinese, presenta il 15 e 16 giugno alle ore 19,00 la prima
edizione di "creArte".
La suggestiva cornice di una casa
immersa nella collina di Pecetto Torinese (TO) ospiterà due giornate di
incontri ed esposizioni dove il pubblico potrà entrare in contatto
contemporaneamente con le opere esposte, gli artisti e la natura
circostante.
"creArte" vuole offrire una panoramica
su diversi modi di intendere, produrre, agire e fruire l'arte contemporanea,
ospitando artisti emergenti provenienti dal territorio torinese ed artisti
proiettati a livello nazionale ed internazionale. L'evento pone l'accento
sulla partecipazione e l'interazione dei visitatori che avranno occasione di
assistere dal vivo alle creazioni degli artisti (in programma un happening
di pittura, un laboratorio di carta Washi e una performance per la creazione
di un'installazione), muovendosi liberamente nell'ambiente e cogliendo tutte
le possibili riflessioni ed emozioni che possono sgorgare spontaneamente
dalla compenetrazione tra uomo, arte e natura.
In questa prima edizione di "creArte
2006"
saranno esposte le opere di: Hiroaki Asahara - tecnica di fabbricazione
della carta Washi; Marilena Bergamini - scultura; Pietro Bologna -
fotografia; Vesna Bursich - rielaborazione digitale, installazione e video;
Andrea Caretto e Raffaella Spagna - performance e installazione; Maurizio
Cintioli - fotografia; Anna Clari - grafica e design; Paolo Genovese -
scultura; Agostino Goccione - pittura; Truly-Design (Marco Cimberle, Rocco
Emiliano Fava, Mauro Italiano, Emanuele Ronco) - performance, street art e
pittura. |
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XVI Concorso Nazionale
di Pittura
4 BIENNALE 2006 " Città di Osio
Sotto -Bergamo
scadenza iscrizioni:
27.05.2006
iscrizioni presso la biblioteca di Osio Sotto
(tel. 035-807378) via Matteotti,10
I PATROCINII del Comune di Osio Sotto, della
Regione Lombardia, della Provincia di Bergamo, Assessorato alla Cultura, il
COMITATO ECOLOGICO
INDICE
la XVI edizione della 4
BIENNALE 2006 avrà luogo la domenica
2 luglio 2006
ad Osio Sotto (Bg), nel centro storico lungo via Roma. Le opere premiate
saranno esposte da
sabato 8 luglio a
sabato 15
presso la secentesca chiesa dell'Addolorata in
Osio Sotto. Con intervento critico della GIURIA composta dai critici d'arte
prof. Franza Carlo giornalista del quotidiano "Libero" diretto da
V. Feltri,
Don Lino Lazzari
giornalista del L' Eco di Bergamo, prof. Segato
Giorgio,
domenica
02 luglio alle ore 17.00 alla presenza delle Autorità e degli Ospiti
avverrà la cerimonia di premiazione con l 'assegnazione dei premi acquisto
offerti dagli Sponsor. Sintesi dei premi in denaro assegnati a insindacabile
giudizio della Giuria: Gran Primi Premi da
2000,00
euro e altri premi da 1000,00
a 350,00
euro per circa
20
premi. ALTRI sono in via di definizione. Premi Rappresentanza:
Medaglia di SS Benedetto XVI
Medaglia del Presidente Ciampi
Medaglia del Presidente del
Senato
Medaglia Presidente della
Camera
Targa del Presidente Regione
Lombardia
Medaglia Presidente Provincia
di Bergamo
Trofeo Comitato Ecologico
Trofeo Comune di Osio Sotto
Medaglie d 'oro offerte dagli
Sponsor
La manifestazione è corredata
da elegante catalogo
a colori gratuito
per gli Artisti partecipanti.
Ritiro opere dopo la
cerimonia di premiazione oppure presso la sede della biblioteca di
Osio
Sotto.
Sintesi
REGOLAMENTO:
Si possono portare
DUE OPERE
cm 100x100 massimo con attaccaglia. UNA DEVE
RISPONDERE AL TEMA
"
La sublimità del creato nell 'immaginario umano"
La seconda a tema libero.
Ogni quadro deve riportare in
modo chiaro gli estremi dell 'autore: nome, telefono, indirizzo. Per
ulteriori informazioni, il bando e le modalità di partecipazione si possono
trovare sul sito della biblioteca di osio sotto, oppure, telefonando ai
numeri 349. 1979.668
oppure allo
035/807378
o inviando una e-mail a
p.giavazzi@virgilio.it
o comitatoecologico@virgilio.it
Il Presidente del Comitato
Ecologico Pierangelo Giavazzi |
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Associazione Porto "Autorità Artistica"
Competizioni Artistiche Mediterranee Pescara 2009
Con il patrocinio del Presidente della Regione Abruzzo
Con il patrocinio della Provincia di Pescara
Comitato
direttivo: Prof. Piotr de
Peslin Lachert, Prof. Massimo Salcito, Prof.
Stefano Taglietti
www.portoarte.org
info@portoarte.org
fax: # 39 085 496 1982 tel: # 39 333 6538
125
Via de Cesaris, 29 - 65010 SPOLTORE
Nell'ambito della X Edizione dei Giochi del Mediterraneo 2009 che
si svolgeranno a Pescara, l'Associazione Porto "Autorità Artistica", in
collaborazione con: Comune di Pescara, Provincia di Pescara, Regione Abruzzo,
bandisce il Concorso Artistico Nazionale denominato
L'ARTE
NELLO ZAINO
un trofeo di... classe!
Obiettivo del Concorso è la realizzazione di trofei,
medaglie e disegni per le premiazioni dei vincitori della competizione artistica
riservata a Musica, Teatro, Danza, Poesia, Letteratura, Moda, Oreficeria, Arti
visive, Nuovi linguaggi audio visivi, tra i partecipanti delle seguenti
nazioni: Italia, Grecia, Turchia, Cipro, Libano, Israele, Palestina, Egitto,
Libia, Tunisia, Malta, Marocco, Spagna, Francia, Croazia, Albania, Slovenia,
Montenegro e Monaco.
Il Concorso è riservato a tutte le Scuole Materne, Medie,
Superiori, Istituti Professionali, Istituti d'Arte e Licei Artistici statali e
non.
E'
possibile consultare il bando di concorso alla pagina
www.portoarte.org.
(competizioni artistiche)
Per
ulteriori informazioni contattare la Segreteria Artistica - Tel.fax 085 9506122
/ 337.312627 - 333.4115234
www.portoarte.org /
info@portoarte.org
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è lieta di invitarla
venerdì 28 ottobre 2005 alle ore 21,30
alla presentazione della monografia
RICCARDO SALDARELLI
PRIMO COMPENDIO 2004
introdurrà PIER FRANCESCO LISTRI
servizio televisivo di FABRIZIO BORGHINI
sarà presente l’artista
info: e-mail:
info@arnoartagency.it

Libreria Edison
P.zza della Repubblica 27/r Firenze |
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Molti di voi conoscono
già il secondo volume “DOCUMENTI” del “PRIMO
COMPENDIO 2004”, la monografia d’artista a moduli annuali, i
"COMPENDI"
appunto, progettata da Arno Art Agency per celebrare i quarantacinque
anni di pittura di RICCARDO SALDARELLI ma anche per accompagnare d’ora in
poi la documentazione ed il relativo censimento delle opere di questo
artista complesso e fecondo.
Questo volume è uscito prima per il fatto che,
essendo l’interno totalmente in bianco e nero, non ha presentato particolari
difficoltà tecniche di stampa, mentre il volume “TAVOLE D’ARTISTA”
che presentiamo ex novo contiene 44 immagini a colori.
“TAVOLE D’ARTISTA”
rappresenta - come spiegato nell’ introduzione di “DOCUMENTI”
- la parte sperimentale hightech della “monografia”. Si tratta di una
“galleria” di tavole riprodotte ad alta fedeltà ed è stato il primo
laboratorio per testare i successivi volumi di “TAVOLE D’ARTISTA” che
raggiungeranno, si spera, gradi di qualità ancora più elevati. Questi
piccoli “volumi-galleria” sono, nell’intenzione dell’editore e
dell’artista che li ha seguiti e li segue in tutte la fasi della produzione
editoriale, veri e propri “multipli
d’artista”.
Il ritardo
nella uscita di “TAVOLE
D’ARTISTA”,
volume primo, è derivato proprio dalla difficoltà tipografica nel riprodurre
a colori le opere di Riccardo Saldarelli con la massima fedeltà possibile.
Siamo,
infatti, di fronte ad un “maestro del segno”, così raffinato, paragonabile
solo agli artisti della classicità. Ecco perchè con questo primo volume di
“TAVOLE D’ARTISTA” i curatori della monografia hanno stabilito di
presentare subito e contemporaneamente “Saldarelli pittore” e “Saldarelli
disegnatore”.
C’è stato un momento in
cui lo stesso artista stava rinunciando alla pubblicazione di questo libro
perché, con i metodi di gestione del colore della normale tipografia,
volendo riprodurre le pitture più ricche di colore, i disegni perdevano in
leggibilità trasformandosi talvolta in chiazze a malapena visibili,
viceversa, volendo regolare i toni dei disegni, i dipinti andavano fuori
tono.
Così abbiamo dovuto utilizzare software speciali per la taratura del
colore cercando di raggiungere i migliori risultati che la tipografia
moderna standard può offrire con l’ausilio delle attuali tecniche
digitali.
I
“COMPENDI” sono anche completati e aggiornati da inserti web
appositamente costruiti e collegati con i portali dell’arte della nostra
casa editrice.
Un’altra
particolarità
di questo primo
“volume-galleria”
di "COMPENDIO 2004” sta nel fatto che la numerazione di ogni pagina
corrisponde ad un codice di archiviazione e catalogazione, quello che la
nostra casa editrice ha denominato DDA (Digital Data Art).
Nell’ottica editoriale
che prevede altri volumi di catalogazione dell’opera di Riccardo Saldarelli
con il criterio del Digital Data Art, preannunciamo entro il prossimo
anno l’uscita del “Compendio 2005 - tavole e documenti - l’affresco della
Via Crucis”.
Un’anticipazione di questa pubblicazione verrà data durante la prossima
mostra personale, intitolata “brani
d’affresco, pixel ed altro ancora: linguaggi e metalinguaggi pittorici”,
che si terrà a Firenze presso la sede del Gruppo Donatello dal
30 novembre al 12 dicembre 2005. Durante la mostra, giovedì 8
dicembre alle ore 17.30, Riccardo Saldarelli terrà un incontro sul tema
“la riproduzione digitale ad alta
definizione di opere pittoriche originali: aspetti tecnici e prospettive di
diffusione multipla”.
Siete tutti invitati!
L’editore |
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