Disposti come
una corona sui colli che circondano la Valle Reatina questi quattro eremi
sono tra i più importanti luoghi sacri legati alla figura e all’opera di S.
Francesco d’Assisi. Sono i conventi – all’epoca semplici e rustici rifugi di
solitari – in cui sostò durante il suo passaggio per Rieti il Poverello, e
sono tutti legati profondamente ad alcuni particolari momenti mistici della
vita del Santo.
Visitare questi luoghi è dunque
particolarmente suggestivo, non soltanto per la magnifica cornice naturale
in cui sono immersi, fatta di boschi e scorci rocciosi e selvaggi che di
colpo ci proietta indietro nel tempo, ma anche per l’atmosfera di silenzio,
raccoglimento e spiritualità che li circonda, la stessa atmosfera che il
Santo e i frati suoi compagni ricercavano per le loro meditazioni.
S.
Francesco sentì sempre molto forte il bisogno di solitudine, intesa non
certo come fuga dal mondo, poiché il Poverello si dedicava fin troppo agli
altri, ma come periodica necessità di riflessione e preghiera.
A questo
proposito cercò di regolamentare la pratica eremitica dei frati scrivendo
appositamente per loro nel 1217-18 una Regola le cui prescrizioni dovevano
superare in modo originale le difficoltà che i confratelli avevano nel
conciliare l’isolamento rigoroso con le necessità pratiche legate alla vita
di ogni giorno.
Dice
Francesco nelle sue raccomandazioni: ”Coloro che vogliono vivere
religiosamente negli eremi, siano tre o al massimo quattro frati. Due di
essi facciano da madre e abbiano due figli o almeno uno. Questi due che sono
madri seguano la vita di Marta; gli altri due quella di Maria”. Il santo
voleva dunque dire che coloro che si assumevano i compiti pratici –
occupandosi dei pasti e di ogni altra incombenza – avrebbero condotto vita
attiva come Marta, vegliando affinché nessuno disturbi la meditazione e la
preghiera di quelli che vivevano come Maria, in contemplazione.
Continua Francesco nelle sue prescrizioni: “I
figli assumano poi l’ufficio di madri, come volta per volta parrà loro
opportuno disporre per alternarsi”.
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