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Cento Pittori Via Margutta: un po’ di storia

Nel 1953, nel pieno della “Dolce Vita” celebrata da Federico Fellini, il circolo di artisti raccolti attorno a Gino Zocchi, Giovanni Omiccioli, Angelo Urbani Del Fabretto e altri decise di dare vita e colore a Via Margutta, una strada che, da sempre, era stata, oltre che culla di pittori e poeti, scultori e musicisti, il loro rifugio naturale.

In questo clima di grande fermento artistico prese il via la prima edizione della rassegna “Fiera d’arte in Via Margutta”, una delle poche esposizioni su strada destinata a diventare, col tempo, un appuntamento fisso sia per gli appassionati e i critici d’arte che per i romani e gli stranieri.

Già questo primo appuntamento fu un successo, decretato anche, stando a quanto scrisse allora il RadioGiornale, “dal livello veramente eccezionale delle opere presentate, policrome negli stili e nelle concezioni, che una schiera di artisti di ogni tendenza ed età, di provata esperienza o di coraggioso tentativo, di fama già acquisita o di anonimata firma, hanno affidato al vaglio della critica e dell’opinione pubblica”.

Da quella prima edizione i pittori di Via Margutta continuarono e continuano a esporre nella celeberrima strada le proprie opere due volte l’anno, in autunno e in primavera.

A partire dal 1970, poi, alcuni di loro, risoluti a promuovere ulteriormente sia Via Margutta che il dialogo cosciente tra l’artista e il pubblico, hanno deciso di riunirsi nel gruppo che dalla strada prende il nome, dando così vita all’ ”Associazione Cento Pittori Via Margutta”.

Protagonista della vita culturale e artistica della Capitale, sia per l’importanza delle manifestazioni che per gli oltre 3000 lavori di indiscutibile livello esposti ogni anno, l’Associazione continua a presentare a critici d’arte e pubblico una nutrita schiera di pittori, oltre cento artisti rigorosamente selezionati, ciascuno dei quali caratterizzato da un proprio linguaggio espressivo, una propria tecnica artistica, un proprio messaggio da “consegnare” - attraverso dipinti a olio, disegni, tele e acquerelli - alla collettività.

Il desiderio di “parlare” attraverso le proprie opere e trasmettere al pubblico le proprie emozioni fa sì che gli artisti, provenienti da ogni parte del mondo, trascorrano la maggior parte delle giornate di mostra a illustrare i lavori ai visitatori, a commentare con gli interessati ritratti e paesaggi, a discutere sulle tonalità dei colori usati o sulle scelte di tecniche e soggetti (da sempre rimasti liberi).

Un ‘Associazione artistica che conosce il valore del sociale

L’ “Associazione Cento Pittori Via Margutta” ha sempre dimostrato interesse per le problematiche legate al mondo del sociale e rivolto la propria attenzione agli anziani, agli handicappati o agli artisti indigenti.

Così, in passato, fu data occasione ai disabili di esporre le proprie opere all’interno della storica manifestazione. Qualche edizione più tardi stessa possibilità fu offerta pure a pittori disagiati e, ancora, a “colleghi” provenienti dai Paesi dell’Est europeo.

Nelle manifestazioni successive, l’attenzione dell’ “Associazione Cento Pittori Via Margutta” si rivolse al popolo somalo e agli aiuti che gli erano necessari. Nel 1992 e nel 1993, infatti, l’Associazione mise a disposizione della Croce Rossa Italiana (CRI) centoventi opere da cui fu ricavata una considerevole cifra, poi impiegata in favore della popolazione della Somalia e di famiglie italiane bisognose.

Recentemente, “Cento Pittori Via Margutta” ha organizzato una mostra all’Ospedale Fatebenefratelli (Isola Tiberina) il cui ricavato è stato devoluto a un’associazione interna alla stessa struttura sanitaria e utilizzato a favore delle “genti lontane”.

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